Prima di chiudere il cassetto

N​Prima di chiudere il cassetto ( e per la mia generazione è solo l’ennesimo, dopo aver chiuso quello della Rivoluzione, poi quello del governo dei Migliori, e infine quello almeno e solo del governo degli Onesti ) mi piacerebbe condividere la lezione che porto con me in questa sconfitta, se di sconfitta si può parlare. Anche alla luce di tutto ciò che è avvenuto e sta accadendo con l’avvento del giovane Renzi ,capo indiscusso del nuovo PD e del governo del paese. Non un incontro tra nostalgici di una sinistra che non c’è più e, che pure ha contribuito in modo rilevante, spesso determinante, alla crescita economica ,culturale e politica del paese con attenzione alla classe più disagiata e al mondo del lavoro salariato in generale.Neanche dibattere sugli errori e sulla deriva di molti dirigenti, e non solo, che con il loro comportamento hanno sfatato l’idea che sinistra era sinonimo di lealtà,sobrietà e onestà. Ma, riflettere sulla concreta possibilità che il PD con il super uomo al comando possa dare un contributo importante per far si che il paese si avvii ad uscire dalla recessione senza fine che da troppo tempo sta seminando disagio e dolore tra il popolo più debole e per la prima volta anche tra il cosi detto ceto medio.Basteranno le riforme annunciate da Renzi, con troppa disinvoltura secondo me, o serve un partito che discuta finalmente su un progetto, su un’idea di futuro che si vuole realizzare, collegiale e plurale, che torni a parlare al suo popolo prima che questi si rassegni a chiudere il cassetto e si affidi alla capacità del super uomo di turno che la provvidenza ci ha regalato?uova scheda.

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la dolcezza del ricordo

​Non più di dieci mesi fa festeggiavamo i sessant’anni, quella sera a cena Giovanna ci disse: Non c’è alcuna ragione di rivederci tra dieci anni , possiamo stare insieme tra coetanei anche ogni anno, magari qualche giorno dopo il Natale … Continua a leggere

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Ancora una volta divisi

Tsipras in Grecia è riuscito ad unificare in una unica formazione politica tutti i movimenti e partitini della sinistra radicale dai maoisti ai riformisti e  movimenti del volontariato ,ecologisti e tanti cittadini che non votavano la sinistra e parte di quel ceto medio che tanto medio non lo è più con un programma che pur rompendo con i vecchi schemi  diaspore rancorose della tradizione comunista del novecento non perde di vista il motivo alto del socialismo come quello di lavorare giorno dopo giorno per una ripartizione meno spaventosamente iniqua delle ricchezze e dei redditi e, della crescita dei diritti e delle libertà individuali. Tutto questo sta  accadendo in Grecia ,dove il partito di Tsipras – SYRIZA – rischia di vincere le elezioni, a noi in Italia, per il momento, resta solo una certa invidia per quello che Tsipras e i suoi hanno fatto finora e che qui dobbiamo iniziare a fare. Certo quello che in queste ultime ora sta accadendo da noi in basso Molise con le liste per il rinnovamento dei consigli comunali non è affatto incoraggiante.Speriamo bene. A.S.

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Una fiaba albanese

Un giorno capitò in città un forestiero che disse agli abitanti:

– So che abita qui Nasredin il bugiardo, che vi imbroglia continuamente. Sono sicuro che con me

non ci riuscirà.

L’uomo si mise ad aspettare il bugiardo.

Quando arrivò, il forestiero si rivolse al ragazzo con aria di sfida dicendo:

– So che tu racconti bugie a tutti. Con me non ci riuscirai. Io mi accorgo sempre e subito se

qualcuno dice il vero o il falso.

Nasredin si mise a ridere, disse che accettava la sfida e aggiunse:

– Prima però devo andare a casa perché ho dimenticato lì il sacco delle bugie. Aspettami e non ti

muovere. Tornerò fra poco.

L’uomo acconsentì e Nasredin andò via.

Passò la mattina, passò il pomeriggio, e si fece sera, ma del ragazzo neanche l’ombra.

 

 

Un passante vedendo il forestiero che aspettava in piazza da ore gli disse:

– Non te la prendere. Come vedi, Nasredin è riuscito a imbrogliare anche te!

 

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Di chi fidarsi?

a proposito degli attacchi al presidente del senato che ieri si è espresso a favore dell’elettività dei senatori o almeno della metà dei rappresentanti nel nuovo progetto di riforma del Senato immaginato da Renzi.
Facciamo un piccolo paragone. Piero Grasso è un ex PM antimafia, ha mandato in galera centinaia di membri di Cosa Nostra, è stato anche più volte minacciato di morte e ha dovuto vivere sotto scorta per decenni. Renzi invece è un ex concorrente della ruota della fortuna, ex ospite di maria de filippi, ex dipendente dell’azienda di suo padre, e usa un lessico analogo ai televenditori di pentole.Dice che è il nuovo, in realtà non ha mai percepito uno stipendio che non provenisse dalla politica Chi sa chi dovrei rispettare di più e di chi mi dovrei fidare, boh, davvero non riesco ad immaginare

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LA STORIA IN FOTOGRAFIA

Bob Dylan  e  Joan Baez  1964BjTIXAEIUAAZXSA

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DISINCANTO

Provengo da una famiglia di sinistra, mio padre socialista convinto dei tempi di De Martino , mia madre comunista già affascinata dal PCI  di Berlnguer. Giovanissimo  entrai per la prima volta in sezione in occasione di uno sciopero dei braccianti locali  ,raccoglitori di olive che chiedevano un più giusto salario e le otto ore di lavoro. Mi si aprì un mondo nuovo . Ci dicevano i vecchi compagni : organizzatevi perchè avremo bisogno di tutta la vostra forza, di tutta la vostra intelligenza di tutto il vostro entusiasmo e in seguito quando il segretario Velio mi diede la tessera del  PCI ho vissuto  l’iscrizzione al partito, così come quella di tanti altri, come una scelta importante  ,una scelta libera  definitiva impegnativa e di parte. Ero entrato in una comunità , una grande famiglia di liberi  che mi caricava di fiducia,  per il futuro ,lottare per una società più eguale per un mondo più libero mi emozionava ,cosa che poi mi avrebbe accompagnato per tutta la vita.  Dopo la morte di Belinguer  e dopo la caduta del muro di Berlino si decise di abbandonare nome e simbolo del PCI  se pure consapevole della necessità della svolta, sperimentai per la prima volta lo smarrimento il senso di sconfitta, un dolore lacerante e poi  delusioni  su delusioni  fino ad accettare, dopo anni  che il partito sperimentava vane ricerche di vie nuove, e non a cuor leggero, la tessera del PD, del nuovo partito della sinistra plurale, il grande partito del futuro. La grande comunità della sinistra apriva le porte ad una altra componente importante della nostra società ,quella del cattolicesimo riformista , una operazione ambiziosa ma mai del tutto  condivisa sia dall’apparato che dagli stessi elettori , ma sopratutto dalla dirigenza proveniente dall’ex PCI .Per il limite e l’incapacità di sintesi politica e di progettualità , mentre andavano affermandosi sempre più come casta. Il popolo della sinistra dopo aver combattuto per venti anni il Berlusconismo  si ritrova oggi con i suoi rappresentanti  che non solo impediscono l’elezzione di Prodi ma non riescono neppure a produrre  un competitore e una politica efficace nella gara alla leaderscip del PD  e al  giovane rampante che, prima scala la casta con le tecniche della casta ,facendosi votare alle primarie del partito da chiunque passa per strada e poi , arriva direttamente a Palazzo Chigi senza passare per nessun vaglio elettorale.Ora di fronte all’attualità di un governo con a capo il segretario del PD, che chiede la fiducia al parlamento in modo plateale a conferma della sua natura di prodotto e soggetto televisivo, facendo un comizio retorico sul coraggio e la trasparenza, promettendo riforme e provvedimenti a breve scadenza ma, mantenendosi sul vago sui punti del  suo programma e sui mezzi per attuarlo.  Dubito che questo specialista della modernità voglia veramente cambiare rotta e adoperarsi per migliorare le condizioni  e le aspettative nel segno dell’equità del popolo tutto. Credo invece che cercherà di muoversi nella continuità delle politiche che hanno dominato fin’ora  che sono le responsabili della crisi economica e sociale del nostro tempo e che tanti disagi e tante vittime hanno provocato trà gli ultimi ,e non solo. A questo punto vivo il PD sempre più con disincanto, ma forse questo è un mio problema. Staremo a vedere.  a.s.

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Frammenti di vetro

La cecità piu assoluta, cecità di occhi ,cecità di cuore , cecità di sensi, dinanzi  a un dramma che colpisce come un anestetico una intera comunità. Una vicenda che ci confonde, ci aliena ,che ci pone domande. Delicati frammenti di vetro che ci infilzano giorno dopo giorno , lacrime di vetro , lacrime di cemento. lacrime di coccodrillo, e tuttavia qualcuno  ancora prova un assurdo gioco di posizionamento e di parte che certo non aiuta ne la comunità ne la verità. Già la verità, ma le persone non indossano maschere, sono le maschere ad indossare le persone purtroppo, e così facendo non fanno altro che perdersi in pettegolezzi  in’utili  spesso individuando nel più debole il  colpevole e quasi mai la  vittima. Mi chiedo cosa sarebbe accaduto se la  presunta vittima  avesse  avuto  provenienza diversa il supporto di  famiglia e amicizie considerate importanti  e quantitativamente che economicamente, probabilmente una inversione di parte il carnefice diverrebbe vittima e viceversa. Allora dovè la verità ?  Non tocca a noi  stabilirlo , per questo ci sono gli organi  preposti . Quello che tocca a noi  cittadini  discutere  è della deriva culturale e sociale che da tempo  vige nella nostra piccola comunità  di cui  la brutta vicenda  venuta fuori  qualche settimana fà e che ha visto l’interesse dei midia locali e nazionali  non è che l’ultimo frammento di vetro .  a.s.

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a cena trà coetanei

leo kPortocannone 28 Dicembre . Una cena fra  amici   compaesani della classe 53.

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Caro papa Francesco il Molise vorrebbe essere difeso

di Catharina Sottile
Caro Papa Francesco, il Molise vorrebbe essere difeso
In Molise, Santità, dopo molte scelte scellerate ed inutili, l’ambiente è ancora una volta svenduto. Come tunica di Cristo fra soldati avidi. Vorrebbero insediare un allevamento intensivo di vitelle da latte. Una sorta di alloggio temporaneo per gli animali non ancora produttivi. Arriverebbero in questo territorio, dove io abito, dodicimila mucche. Un progetto di molti milioni di euro, che quasi nessuno, tra la popolazione, ha accolto con favore. Ma pare che abbia dato la disponibilità, concedendo i terreni della Curia, proprio il Vescovo di Termoli

Caro papa Francesco, per me la fede in Dio è conoscenza, non accettazione oscura di verità indecifrabili. Sono cresciuta attratta dalla luce di volti bellissimi dipinti dai più grandi geni della terra. Rappresentavano il Gesù Bambino di cui mi parlava la mia suora all’asilo. Si chiamava Suor Giuseppina e morì di cancro giovanissima. Mi sentii abbandonata come quando si cade e non c’è nessuno a rialzarci. Cosa significasse la parola cancro l’ho capito qualche anno dopo. Ma quando siamo noi i malati non ci fa paura. Ci terrorizza quando temiamo di perdere gli altri. La bellezza di Gesù Bambino fra le braccia morbide e solenni di Maria che vedevo nei quadri, in chiesa, è stata la mia soluzione. La soluzione dell’Umanità al dubbio della violenza. Perchè è la violenza, Santità amatissimo, la vera causa del dolore del mondo. La violenza contro le persone e la violenza contro il Creato. L’oltraggio della terra e dell’aria e dell’acqua ci ha resi disperati e affamati. Pur annegati in un mare di oggetti, di tecnologia, di bisogni inutili, sopravviviamo nella paura di non avere più aria da respirare e terra da coltivare. Io dico che Dio ci aiuterà a difendere il paradiso che ci ha donato. Ma dovremo cominciare col riconoscerlo. In Molise, Santità, dopo molte scelte scellerate ed inutili, l’ambiente è ancora una volta svenduto. Come tunica di Cristo fra soldati avidi. Vorrebbero insediare un allevamento intensivo di vitelle da latte. Una sorta di alloggio temporaneo per gli animali non ancora produttivi. Arriverebbero in questo territorio, dove io abito, dodicimila mucche. Un progetto di molti milioni di euro, che quasi nessuno, tra la popolazione, ha accolto con favore. Ma pare che abbia dato la disponibilità, concedendo i terreni della Curia, proprio il Vescovo di Termoli, monsignor Gianfranco De Luca. Sollecitato, anche attraverso gli spazi mediatici del web, Monsignor De Luca ha spiegato così la sua scelta: “Penso che dare la possibilità di presentare un progetto che viene a promuovere un territorio e a valorizzare il giá esistente, in questo caso la cooperativa “il Sorriso di Dio”, sia non solo opportuno, ma doveroso da parte di chi vuol bene a questa terra e non cerca interessi personali o di “chiesa”. Altri hanno il compito di verificare la possibilitá e la fattibilitá di un progetto, sono gli enti preposti, e gli organismi amministrativi. Io personalmente, tantomeno questa Diocesi, non ho sposato la Granarolo, ma questa terra, nemmeno però ideologie e “partiti presi”. La libertà e la ragionevolezza hanno guidato il nostro discernimento che resta solo funzionale alla presentazione del progetto. Così come guideranno le eventuali scelte conclusive. Non è l’interesse della vendita che non è nemmeno prevista in prima istanza, ma solo quello di valorizzare a muovermi. Sono comunque disponibile a ogni chiarimento, non nelle arene mediatiche ma nelle relazioni a personali, con chiunque. Anzi mi meraviglio chi fino ad oggi nessuno, mi ha chiesto direttamente, ma ha solo cercato di tirarmi per la …. Tonaca che non sempre porto”. La mia domanda, Santità, è perchè sotto la Croce del Creato umiliato e assassinato come Cristo dalla speculazione e dalla distruzione incosciente la Chiesa non sia Madre piangente ma contribuisca, con chiodi e martello, a crocifiggere questa regione innocente Catharina Sottile.

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